Chef Palamaro firma il menù di Archivio Storico

Pasquale Palamaro: la stella michelin firma il nuovo menù di Archivio Storico

Via Alessandro Scarlatti è una delle principali e più belle strade del quartiere Vomero di Napoli. E’ qui che si trovano alcuni tra i più particolari locali della città. Tra questi, quello che forse maggiormente si impone per eleganza e stile: l’Archivio Storico. A partire dal nome, il locale che si affaccia sulle strade dello shopping napoletano è un omaggio alla gloria della città. Un cunicolo di sale sotterranee dove si vede, si tocca, si respira tutta la grandezza del periodo borbonico. La stessa cultura gastronomica di questo periodo era già concepita, come per fortuna ancora oggi, come momento di aggregazione e di risalto della semplicità e della qualità dei prodotti di questa rigogliosa terra affacciata sul Mediterraneo. Proprio su questa sconfinata maestria è fondato l’Archivio Storico che, da più di un anno, ha riscoperto e riportato eccellentemente in voga un patrimonio culinario senza eguali. Per farlo, Luca Iannuzzi, mente del progetto, si è affidato a ottime mani, quelle dello chef stellato Pasquale Palamaro, firma del nuovo menù del locale. Classe 1978, è un nome che nel panorama campano, italiano e internazionale si presenta da solo.

 

Il menù

Tutte le pietanze del nuovo menù sono ovviamente ispirate alla cucina napoletana di corte. Si parte dalla “Parmigiana di melanzane vista nell’Orto di Ippolito Cavalcanti”, da sempre piatto dalle origini molto discusse. Il processo, complesso e ambizioso, di preparazione del piatto ci è stato spiegato dallo stesso chef. La qualità e il sapore, invece, non hanno davvero avuto bisogno di introduzione. Un’esplosione di sapore e di genuinità che ha gettato le basi di un pranzo a dir poco eccezionale.

Tra i primi piatti è stata proposta una zuppa di mare a base di scampi con crema al prezzemolo e panna acida. Sopra, adagiati, gnocchetti di patate ripieni di mozzarella. Si tratta di elementi presenti non solo nell’ambiente aristrocratico, ma anche in quello popolare, sulle tavole di tutta la città di Napoli.

La terza portata, rappresentativa della selezione di secondi, era una proteina molto diffusa e consumata anche al giorno d’oggi, presente letteralmente in ogni cucina: il pollo. O meglio, pollo ruspante con tartare di gamberi rossi laccati su mais piccante ed erbe amare. Incredibile scioglievolezza, lo posso dire? Un’esperienza sensoriale notevole. A completare il pranzo, una meringa al limone con cuore al caffè che ha convinto anche una come me, non particolarmente amante dei dolci a base d’albume d’uovo e zucchero.

 

Il bar, da Salvatore D’Anna

Tra la selezione di vini, nota personalissima di merito a una Lacryma Christi che se ci penso ancora piango. Un anche al passito che ha accompagna il dessert.
La sezione bar del locale è effettivamente così curata che vale da sola una domenica pomeriggio o un dopocena in questo splendido locale. Salvatore D’Anna, bar manager della struttura, tesse tra le mani una tela il cui filo è la carica e il potere dei sapori tradizionali. E’ indubbio che l’elemento di spicco di questa drink list sia il Babà Punch, ottenuto con Rum Jamaicano, Rum Speziato, Oleo Saccarhum, Pisto mix, succo di limone, tè, cannella e arancia (ne abbiamo parlato qui).

Insomma, l’Archivio storico è un locale immersivo, un ambiente in cui si percepisce forte l’importanza di un periodo storico che ha definitivo in maniera concreta la città di Napoli. E’ anche una struttura in cui essere coccolati e in cui non vedere l’ora di tornare, per quanto, come me, si possa essere sempre pronti a cambiare.

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