“Ferro & Farina”: l’innovazione dà nuova vita alla storia

La storia

Entro nel nuovo locale, “Ferro & Farina“, in un giovedì di quasi estate molto piovoso. Eppure non ci è voluto molto prima di dimenticare fuori dalla porta il tempaccio per immergersi in un’esperienza a tratti molto particolare. La nuova pizzeria di Nola sorge su quello che era uno storico punto di riferimento della città, il bar Franzese. Prende vita dalle passioni dei coniugi dietro a questo nuovo progetto, unite nel nome scelto per questa pizzeria: Carmine Marone è un appassionato della lavorazione del ferro ed è facile intuire la mano esperta appena si mette piede nel locale. Tutto, oltre a essere curato nei minimi dettagli, è in un raffinato stile minimal, studiato e messo a punto grazie alla collaborazione con l’interior designer Onofrio Giordano. Decorazioni in ferro che caratterizzano ogni pezzo dell’arredamento, dai tavoli al forno, fino alle piccole incudini decorative.

 

 

Anna Franzese è, invece, il nome dietro la scelta di onorare la nobile arte bianca, insieme alla guida dello chef Pietro Parisi, consapevole della complessità del mondo della gastronomia a oggi, ma anche e soprattutto dell’importanza delle origini e del rispetto della tradizione.

 

Antipasti e Falanghina

Insomma, sono stata accolta, insieme ad altri cultori del cibo senza limiti nè confini, da un ottimo spumante Falanghina Extra Dry accompagnato da straccetti di pasta di pizza fritti con origano e sale, pizzette d’alghe e melanzane impanate, tutto appena uscito da padelle ancora bollenti.

Senza timidezza ci hanno poi raggiunti vassoi di crocchè di patate, provola e prezzemolo e di arancini al ragù dalla grandezza e il sapore stratosferici. Amici, è un dato di fatto: la bontà dei prodotti e della preparazione è una caratteristica che si individua già dai primi morsi. E devo dire che “Ferro & Farina” mi aveva conquistata a partire da questa premessa finger. E’ stato interessante e piacevole abbinare a questi assaggi la conoscenza delle persone dietro il nuovo ambizioso progetto, confrontarsi con la loro concezione di locale e soprattutto su quello che univa tutti i presenti: il profondo amore per il cibo e il fortissimo legame alla terra da cui veniamo. Dopo non molto ci siamo accomodati e lì la cosa si è fatta seria.

 

Dagli antipasti alle pizze

Un ultimo antipasto consisteva in una deliziosa frittatina di pasta mista con patate, provola, mortadella e pistacchio con spaghetto fritto. La frittatina ha poi lasciato il posto alle punte di diamante di questo locale, ovvero le pizze. Vedete, io, ovviamente, sono del parere che la prima tipologia di prodotto da assaggiare in una pizzeria sia la regina Margherita. Tuttavia, devo dire che le portate che l’hanno preceduta non si sono fatte intimidire e, anzi, hanno gettato le basi per una valutazione più che positiva. La prima protagonista del pranzo è stata la pizza omonima del locale, la “Ferro & Farina”, con una costellazione di ingredienti che lasciavano poco spazio all’immaginazione. Fonduta di bufala, trucioli di patate, semi di papavero, farina di mandorle grezza e pancetta di maialino nero. Un vero e proprio tributo a una terra abbondante di ricchezze. Il sapore è deciso e l’abbinamento interessante, per cui non ci ho messo molto a definirla il cavallo di battaglia di questo posto. Le ha fatto seguito una “sorpresa”, una pizza non indicata nel menù, ma che nella sua delicatezza si è fatta strada tra una portata e l’altra: crema di rucola selvatica, prosciutto crudo e provola di Agerola. Voto 10+.

 

Gourmet e tradizione

Da questa prima fase gourmet siamo poi passati all’omaggio alla tradizione, rispettata in maniera eccellente. La marinara era leggera e saporita in un modo in cui solo una pizza così semplice sa essere. La margherita era invitante, cotta al punto giusto e strabordante di mozzarella, per la mia gioia. Il colpo di grazia è arrivato alla fine, con il dolce. O meglio, la “pizza dolce”. Impasto di pizza cotto a dovere con confettura di mela annurca e menta, accompagnata da un onesto bicchiere di zibibbo siciliano.

 

Insomma, quello che ho capito di questo nuovo locale non è solo il fatto di essere gestito e organizzato da persone che sanno fare e amano il loro lavoro, ma che probabilmente sanno leggere nella mente di clienti come me, in modo da assecondare con notevole maestria i desideri del palato. Dategli modo di sorprendervi, è uno dei posti per cui vale la pena uscire. Anche quando piove.

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