Andalusia in 3 giorni (Parte II) – Granada

Vista di Granada

Prima di leggere di Granada, ti consigliamo di recuperare Andalusia in 3 giorni (Parte I) – Malaga cliccando QUI

Granada: Giorno 1 (terzo giorno in Andalusia)

Il terzo e ultimo giorno in Andalusia è cominciato nel più movimentato dei modi. Colazione molto presto, bus privato e volta verso Granada, senza passare dal via. Abbiamo lasciato i bagagli al volo nel bellissimo hotel al centro della città. Con dei taxi abbiamo raggiunto probabilmente uno dei posti più belli che io abbia mai visitato nella mia vita finora: la Alhambra. Significa “La Rossa”, dal colore delle mura che la circondano e la separano dalla città nuova su cui si affaccia.

Il complesso è una medina, una città murata che appunto copre gran parte del colle della Sabika. Con i suoi 100.000 m² di superficie, fa parte a pieno titolo del patrimonio mondiale dell’UNESCO. E’ stata tra i candidati finalisti per essere indicata come una delle sette meraviglie del mondo moderno.
Dai grandi e curati giardini, al Palazzo di Carlo V, al convento di san Francesco al Patio de los Leones. Tutto trasuda storia e memoria, tutto è rispettato, tutto è equilibrato.

Io stessa, passeggiando tra quelle mura ferme e vive, mi sono resa conto che quasi due occhi non sono abbastanza per accogliere tanta bellezza insieme.
A fatica, siamo usciti dalla fortezza e a piedi – in discesa, sia chiaro – e abbiamo raggiunto Plaza Nueva, dove abbiamo mangiato velocemente. Abbiamo organizzato un pomeriggio di fuoco tra le strade principali della città e i grandi negozi di souvenir di Granada. A un certo punto, stremata, ho raggiunto il mio nuovo letto e ho ricaricato le batterie per la serata a tema.

Granada: Cuevas Los Tarantos e il Flamenco

Cuevas Los Tarantos è un locale nel barrio del Sacromonte. Quando entri finisci su una sedia di vimini insieme ad altri spettatori e con in mano un bicchiere di tinto de verano. A un certo punto cala il silenzio. Entrano donne e uomini vestiti di colori e passione, cominciano a solleticare il pavimento consumato dai loro tacchi ogni notte. Entra la chitarra, poi il suo accompagnatore con voce malinconica. Si accomodano, trovano la loro posizione, sembra quasi di sentirla l’anima salire loro dal cuore e uscire dagli occhi infuocati dal flamenco.

Ballerina di Flamenco a Granada

A te, lì seduta imbambolata davanti a un così grande talento, non resta che il silenzio e l’immobilità di qualcuno che vede per la prima volta dal vivo quella danza e se ne commuove.
Usciamo sbalorditi dal locale, lanciandoci su una strada fatta di ciottoli e carmen. Sono le tipiche case storiche del quartiere di Albaycin. Raggiungiamo el Mirador de san Nicolás, dove un gruppo di gitani suona, canta e incita la folla. Ho solo voglia di togliermi i sandali di cuoio, farmi male sui ciottoli ballando quella musica. Vorrei lasciar salire e venir fuori quell’anima che assopisco nella mia quotidianità.

Ultimo saluto, Granada

Eppure, nonostante tanto trasporto, l’Andalusia mi ammutolisce ancora davanti alle luci dell’Alhambra notturna. Non ho più le parole per descrivere questo posto nè ne trovo per salutarlo e andare via. Arriva anche stavolta, come sempre, la mia malinconia alla fine di un cammino a chiudere il cerchio cominciato con quell’aereo all’alba qualche giorno prima, ma è ora di chiudere, di far baciare le estremità di quella linea curva che è l’esperienza di un viaggio.

E sapete di chi è il grande merito di tutto questo?
Esattamente: della New Travel Art.